Antica Villa di Bruto – Cosa resta e a quando risale

Antica Villa di Bruto Tivoli

LA STORIA DELLA VILLA DI BRUTO

La Villa di Bruto, di epoca tardo repubblicana, risale al I sec. A. C. L’edificio posizionato su una dolce collina domina la pianura romana.

La sua struttura poggia su tre terrazze e copre nel complesso un’area rettangolare di 180 m di lunghezza e 100 di larghezza.

Attualmente dell’antica Villa di Bruto rimangono soltanto resti di due criptoportici, con volte ed archi che si trovano proprio nella proprietà della guest house. I criptoportici laterali hanno fatto presupporre l’esistenza di un edificio centrale, realizzato in opera incerta di calcare,  che doveva essere composto da numerosi ed ampi ambienti.

Alcune fonti storiche, tra cui la ricostruzione del Rossini, parlano anche dell’esistenza di un teatro e di molte fontane (considerando il passaggio dell’acquedotto dell’Anio novus e dell’Anio vetus nella zona), che appartenevano alla Villa e di cui però non sono rimaste tracce.

Anche questa Villa come molte altre  della zona tiburtina fu ingrandita in eta’ augustea.

Riguardo all’identificazione dell’antico proprietario, la storiografia ha avanzato due ipotesi:

1)  La prima, secondo Cicerone, che si tratti del senatore  Marco Giunio Bruto Capione, che forse proprio qui avrebbe organizzato  insieme a Cassio la congiura delle Idi di marzo per uccidere Giulio Cesare…. da ricordare la celebre espressione da lui pronunciate in punto di morte  nelle Idi di marzo del 44 a.C.:  “Tu quoque, Brute, fili mi!”.

2)  La seconda, invece, che sia il giureconsulto Marco Bruto, secondo l’orazione di Cicerone Pro Cluentio ‘Cap. LI’, padre di Marco Bruto Oratore ed ascendente di quel Bruto che fu uno de’ capi della cospirazione contro Cesare.

 

La Villa di Bruto rappresentata da Albert Christoph Dies esposta al British Museum
La Villa di Bruto rappresentata da Albert Christoph Dies esposta al British Museum

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